Facciamo un po' di ordine, nell'ormai lontano 1996 Shinji Mikami si ispira a titoli come Sweet Home e Alone in the Dark e con Resident Evil per PlayStation conia il termine survival horror. Nel 2002 ne crea un remake per Gamecube che, usufruendo della maggiore potenza disponibile, risulta ovviamente una gioia per gli occhi e allo stesso tempo rinnova, senza stravolgere, il titolo originale. Vengono aggiunte delle zone inedite da esplorare, alcune delle quali tagliate durante la lavorazione dell'episodio per PlayStation, e cambiati buona parte dei puzzle. Inoltre si fa la conoscenza di nemici, come i Crimson Head, e vengono introdotte novità che svecchiano un poco il gameplay, tipo la possibilità di dare fuoco ai nemici (ripresa da Mikami in The Evil Within) o l'uso delle armi difensive. Mikami stesso arrivò a dire che per il 70% erano due giochi diversi, come non credergli? Ora è il turno di questo Biohazard HD Remaster (da noi uscirà come semplice Resident Evil) e, a ben vedere, le uniche novità introdotte in questo remaster sono una grafica ancora più dettagliata, con la possibilità di scegliere il formato dello schermo tra il classico 4:3 e il widescreen, i costumi extra della BSAA e, udite udite, la presenza di nuovi comandi, che affiancano quelli legnosi, irritanti e spesso senza senso dell'originale, specie a rigiocarci ora. Spesso mi sono imbattuto in persone che non avevano avuto la fortuna di giocare RE su PlayStation, vuoi perchè all'epoca ancora bevevano il latte coi biscotti Plasmon dal biberon (oddio, io lo faccio ancora oggi), vuoi perchè all'epoca i videogiochi erano ancora un passatempo di nicchia rispetto ad oggi, e recuperandolo in tempi recenti erano rimasti piacevolmente attratti dal gameplay nudo e crudo ma si erano arenati contro il muro insormontabile dei controlli. Ma adesso, anche se i nostalgici possono tilizzare quello classico semplicemente usando la croce digitale, finalmente Chris e Jill seguono le indicazioni che diamo loro con lo stick analogico e anche se nei cambi di inquaratura può esserci un attimo di smarrimento, basta fermarsi un secondo e poi ripartire secondo logica. Con questa novità il cerchio si chiude, non si hanno più scuse e giovani e meno giovani potranno giocare o rigiocare un vero classico, la vera essenza del survival horror, prima che il gioco Capcom prendesse la deriva action che l'ha portata ad essere non dico una serie brutta ma sicuramente diversa. VOTO 8.5/10
venerdì 28 novembre 2014
Recensione Biohazard HD Remaster
Facciamo un po' di ordine, nell'ormai lontano 1996 Shinji Mikami si ispira a titoli come Sweet Home e Alone in the Dark e con Resident Evil per PlayStation conia il termine survival horror. Nel 2002 ne crea un remake per Gamecube che, usufruendo della maggiore potenza disponibile, risulta ovviamente una gioia per gli occhi e allo stesso tempo rinnova, senza stravolgere, il titolo originale. Vengono aggiunte delle zone inedite da esplorare, alcune delle quali tagliate durante la lavorazione dell'episodio per PlayStation, e cambiati buona parte dei puzzle. Inoltre si fa la conoscenza di nemici, come i Crimson Head, e vengono introdotte novità che svecchiano un poco il gameplay, tipo la possibilità di dare fuoco ai nemici (ripresa da Mikami in The Evil Within) o l'uso delle armi difensive. Mikami stesso arrivò a dire che per il 70% erano due giochi diversi, come non credergli? Ora è il turno di questo Biohazard HD Remaster (da noi uscirà come semplice Resident Evil) e, a ben vedere, le uniche novità introdotte in questo remaster sono una grafica ancora più dettagliata, con la possibilità di scegliere il formato dello schermo tra il classico 4:3 e il widescreen, i costumi extra della BSAA e, udite udite, la presenza di nuovi comandi, che affiancano quelli legnosi, irritanti e spesso senza senso dell'originale, specie a rigiocarci ora. Spesso mi sono imbattuto in persone che non avevano avuto la fortuna di giocare RE su PlayStation, vuoi perchè all'epoca ancora bevevano il latte coi biscotti Plasmon dal biberon (oddio, io lo faccio ancora oggi), vuoi perchè all'epoca i videogiochi erano ancora un passatempo di nicchia rispetto ad oggi, e recuperandolo in tempi recenti erano rimasti piacevolmente attratti dal gameplay nudo e crudo ma si erano arenati contro il muro insormontabile dei controlli. Ma adesso, anche se i nostalgici possono tilizzare quello classico semplicemente usando la croce digitale, finalmente Chris e Jill seguono le indicazioni che diamo loro con lo stick analogico e anche se nei cambi di inquaratura può esserci un attimo di smarrimento, basta fermarsi un secondo e poi ripartire secondo logica. Con questa novità il cerchio si chiude, non si hanno più scuse e giovani e meno giovani potranno giocare o rigiocare un vero classico, la vera essenza del survival horror, prima che il gioco Capcom prendesse la deriva action che l'ha portata ad essere non dico una serie brutta ma sicuramente diversa. VOTO 8.5/10
mercoledì 26 novembre 2014
Cari amisci... che gollazo!
Fino ad ora uno dei gol più belli realizzati a PES 2015 dal sottoscritto...
lunedì 24 novembre 2014
Data di uscita per Tales from the Borderlands
Tales from the Borderlands - Ep 1: Zero Sum, primo episodio dell'avventura firmata Telltale Games e ispirata all'universo creato da Gearbox Software, sarà disponibile il 3 dicembre. Ambientata nel duro mondo di Pandora dopo gli eventi di Borderlands 2, questa storia piena di umorismo nero segue due avventurieri alla ricerca dell'immortalità. Il giocatore interpreta Rhys, un dirigente Hyperion che sogna di essere il nuovo Handsome Jack, e Fiona, un'imbrogliona di Pandora che sta cercando di portare a termine il più grande inghippo della sua vita. I due sono uniti dal desiderio di recuperare dei contanti che entrambi ritengono di loro proprietà. Insieme partono per una cavalcata selvaggia in cui gangster, banditi e trafugatori di casseforti rappresentano solo alcuni degli ostacoli.
giovedì 20 novembre 2014
Recensione Folkstone - Oltre... l'Abisso
FolkStone - Oltre... l'Abisso
01. In caduta libera
02. Prua contro il nulla
03. La tredicesima ora
04. Mercanti anonimi
05. Respiro avido
06. Manifesto sbiadito
07. Le voci della sera
08. Nella mia fossa
09. Fuori sincronia
10. Soffio di attimi
11. L’ultima notte
12. Ruggine
13. Tex
14. Oltre…l’abisso
Ho ascoltato a lungo questa quarta fatica dei bergamaschi Folkstone, fautori di un medieval folk rock con venature metal e cantato in italiano, e più ascoltavo a ripetizioni le tredici canzoni (una è la cover di Tex dei Litfiba) più una domanda mi balenava nella testa. Perchè mandare quell'inutile oca spennata di Emma Marrone all'Eurovision 2014? Chi è quel malato di mente che ha deciso di farci rappresentare da una buona solo per far vedere la patata al pubblico? Forse per lo stesso motivo per cui vendono migliaia di copie fenomeni come Gigi D'Alessio o Rocco Hunt. Lobotomizzazione di massa o totale ignoranza sono le due ipotesi che mi sono venute in mente. Una qualsiasi delle canzoni di Oltre... l'Abisso vale più di tutta la discografia dei tre "artisti" di cui sopra. Difficile trovare una canzone preferita, non c'è un solo filler, un solo episodio meno riuscito messo solo per far numero. Impressionante!
VOTO 8.5/10
01. In caduta libera
02. Prua contro il nulla
03. La tredicesima ora
04. Mercanti anonimi
05. Respiro avido
06. Manifesto sbiadito
07. Le voci della sera
08. Nella mia fossa
09. Fuori sincronia
10. Soffio di attimi
11. L’ultima notte
12. Ruggine
13. Tex
14. Oltre…l’abisso
Ho ascoltato a lungo questa quarta fatica dei bergamaschi Folkstone, fautori di un medieval folk rock con venature metal e cantato in italiano, e più ascoltavo a ripetizioni le tredici canzoni (una è la cover di Tex dei Litfiba) più una domanda mi balenava nella testa. Perchè mandare quell'inutile oca spennata di Emma Marrone all'Eurovision 2014? Chi è quel malato di mente che ha deciso di farci rappresentare da una buona solo per far vedere la patata al pubblico? Forse per lo stesso motivo per cui vendono migliaia di copie fenomeni come Gigi D'Alessio o Rocco Hunt. Lobotomizzazione di massa o totale ignoranza sono le due ipotesi che mi sono venute in mente. Una qualsiasi delle canzoni di Oltre... l'Abisso vale più di tutta la discografia dei tre "artisti" di cui sopra. Difficile trovare una canzone preferita, non c'è un solo filler, un solo episodio meno riuscito messo solo per far numero. Impressionante!
VOTO 8.5/10
mercoledì 19 novembre 2014
Recensione Escape Dead Island
Sviluppato dallo studio svedese Fatshark, Escape Dead Island è uno spin-off che si distacca dalla story line e dallo stile grafico della serie principale, ma fortunatamente anche dalla sua scialbissima narrazione. Sarann o stati proprio la visuale in terza persona e la grafica in cel shading ma nel primo livello si ha la sensazione di trivarsi di fronte ad un clone di Yaiba Ninja Gaiden Z. Nei panni di un incrocio tra una sottospecie di spia ed un ninja bisogna infiltrarsi in un complesso scientifico infestato da zombi. Katana alla mano, il nostro obiettivo è cercare i documenti su un vírus che sta trasformando gli umani in morti viventi. Purtroppo la pacchia dura poco e nell'avventura vera e propria prendiamo il controllo del reale protagonista del gioco: il classico belloccio figlio di papà che, insieme a fidanzata e amico (suo non della fidanzata, ma non si sa mai), deve recarsi sull'isola di Narapela per fare un reportage giornalistico ed ottenere la pubblicazione sulla rivista del padre. In teoria una passeggiata, che si trasforma ben presto in un incubo diviso in dodici missioni e dalla durata all'incirca di sei ore. La poca varietà di nemici da abbattere e le poche armi a disposizione, perlopiù mazze, asce ed altre armi bianche da potenziare ma ci sono anche la pistola ed un fucile, rendono l'azione piuttosto ripetitiva e raccoglire informazione o scattare foto non salvano la situazione Consigliato ai fan della serie, se poi lo trovate a prezzo ribassato ancora meglio. VOTO 6/10
martedì 18 novembre 2014
lunedì 17 novembre 2014
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